Introduzione: il mondo RAEE

RAEE è l’acronimo che corrisponde a Rifiuti di Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche (in inglese indicato come WEEE, Waste of Electric and Eletronic Equipment), ossia l’insieme di apparecchi che, a seguito di guasti, inutilizzo o tecnologia obsoleta, giungono a fine vita e devono essere smaltiti.

Il settore del riciclaggio RAEE è fondamentale per lo sviluppo dell’economia circolare e la normativa europea ha fissato precisi obiettivi a cui istituzioni e soggetti coinvolti nell’intera filiera devono sottostare.

Secondo il Rapporto RAEE 2017 sviluppato dal Centro di Coordinamento RAEE (l’organismo centrale che si occupa di ottimizzare la raccolta, il ritiro e la gestione dei RAEE in Italia) sul territorio nazionale italiano sono state raccolte, tramite i Sistemi Collettivi, e avviate a trattamento più di 296 mila tonnellate di RAEE, un aumento del 4,66% rispetto al 2016 (metrica in positivo dal 2014). Mediamente, ogni cittadino italiano ha raccolto nel 2016 4,89 kg di RAEE. Tuttavia, l’Italia resta fanalino di coda a livello europeo: secondo i dati Ecodom (2017), paesi come Francia, Regno Unito, Irlanda, Austria e Belgio registrano una raccolta pro-capite quasi doppia (8 kg), mentre Svizzera e Norvegia arrivano addirittura a 15 kg. Nel 2017, si stima che siano stati venduti in Italia oltre 822 mila tonnellate di apparecchiature elettriche ed elettroniche.

Il tasso di ritorno RAEE è un indicatore importante per monitorare gli sforzi compiuti da ogni Paese nella raccolta, gestione e recupero di questi particolari rifiuti: si tratta del rapporto tra la quantità di rifiuti raccolti e la quantità di rifiuti venduti. L’Italia ha raggiunto nel 2017 il 36% di ritorno, contro l’obiettivo del 65% fissato dalla Comunità Europea.

Il Decreto Legislativo n.49 del 2014 ha inoltre introdotto un’importante novità nel settore RAEE: infatti, nel testo viene esplicitata un’ulteriore differenziazione legata non solo alla tipologia di Raggruppamento a cui appartiene il singolo apparecchio, ma anche al soggetto che li ha utilizzati (privato o professionale).

Si definiscono così due principali tipologie di RAEE:

  • domestici: Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche (AEE) utilizzate da un comune nucleo domestico;
  • professionali: AEE destinate ad attività amministrative ed economiche, la cui fornitura sia quantitativamente importante o le cui caratteristiche siano di uso esclusivo professionale, ovvero apparecchiature che non sono impiegate in casa.

La distinzione tra RAEE domestici e professionali non è sempre chiara: infatti, AEE destinata a uso domestico potrebbe divenire professionale se acquistata in grande quantità da un business.

La normativa definisce inoltre 5 Raggruppamenti RAEE domestici per la raccolta dei rifiuti in gruppi tipologici:

  • R1 (Freddo e Clima), per es. frigoriferi, congelatori, apparecchi per il condizionamento;
  • R2 (Grandi Bianchi), per es. lavatrici, lavastoviglie, forni a microonde, piani cottura economici, ecc.;
  • R3 (TV e Monitor), per es. vecchi schermi a tubi catodici CRT, moderni schermi a LED, al Plasma, e nuove tecnologie;
  • R4 (PED CE ITC e altro, tra cui apparecchiature illuminanti e tutte le altre apparecchiature al di fuori degli altri raggruppamenti), per es. aspirapolvere, macchine per cucire, ferri da stiro, friggitrici, frullatori, computer (unità centrale, mouse, tastiera), stampanti, fax, telefoni cellulari, videoregistratori, apparecchi radio, plafoniere;
  • R5 (sorgenti luminose), per es. lampade che contengono gas (come quelle a incandescenza), tubi fluorescenti al neon, lampade a risparmio energetico, a vapori di mercurio, sodio, ioduri, o sotto vuoto.

La raccolta di RAEE professionale avviene invece per Categorie di AEE rientranti nell’ambito di applicazione del D.Lgs. Esiste anche la sigla R13, comune a entrambe le categorie, per indicare lo stato di “messa in riserva” delle apparecchiature.

Come funzionano i macchinari di gestione RAEE: le fasi del processo di triturazione

Gli impianti di trattamento dei RAEE sono gestiti da aziende autorizzate al recupero e riciclo di tali rifiuti, in base alle specifiche caratteristiche. Le attività degli impianti comprendono anche lo stoccaggio, costituito dal deposito preliminare e messa in riserva dei rifiuti, e/o il trattamento per il riciclaggio, recupero e valorizzazione dei materiali.

I principali macchinari coinvolti nel trattamento dei RAEE sono 5 e possono essere disposti in differenti configurazioni, a seconda delle specifiche esigenze di lavorazione.

I macchinari sono collegati tra loro e coordinati e comandati da un apposito software che ne combina le funzionalità. La capacità di un impianto di trattamento RAEE può variare a seconda della dimensione dei macchinari disponibili: tuttavia, il valore medio si attesta intorno ai 1.000/1.500 kg orari.

Dal trattamento RAEE è possibile recuperare vari materiali che compongono i rifiuti, che vengono poi reinseriti nei cicli produttivi:

  • vetro, proveniente in particolare da televisori e monitor. Viene frantumato e destinato alle vetrerie, alle fabbriche di ceramica o alle aziende produttrici di materiale edilizio (come lane di vetro e isolanti);
  • ferro (30%), acciaio e ghisa, provenienti per lo più dai grandi elettrodomestici. Sono destinati alle fonderie;
  • alluminio, presente in quasi la totalità dei RAEE. È destinato alle fonderie;
  • oro e argento, presenti per lo più nell’elettronica. Sono destinati alle fonderie;
  • rame, bronzo e ottone, presenti in quasi tutti i RAEE. Sono destinati alle fonderie;
  • oli di lubrificazione provenienti dai frigoriferi, dai congelatori e dai condizionatori. Sono destinati al processo di rigenerazione;
  • plastiche (30%), presenti in tutti i RAEE. Vengono rigenerate o incenerite nei termovalorizzatori per produrre energia;
  • mercurio e altre sostanze pericolose, presenti in diverse sorgenti luminose in varia quantità, a seconda della tipologia di lampada.

La linea di triturazione RAEE si compone di vari processi consequenziali:

  1. conferimento e messa in riserva: i RAEE vengono stoccati in ambienti protetti e isolati, evitando così la dispersione nell’ambiente dei materiali e sostanze nocive contenute al loro interno;
  2. pretrattamento, messa in sicurezza, smontaggio e recupero dei componenti: tra i rifiuti destinati alla trattamento potrebbero esserci dei materiali dannosi (es. interruttori al mercurio e i condensatori) e particolarmente usuranti per le lame del trituratore, pertanto vengono rimossi manualmente da un operatore o addirittura, qualora fosse necessario, smontati; inoltre, vengono estratti oli e gas, conservati in contenitori specifici;
  3. triturazione: il materiale bonificato viene caricato sul nastro trasportatore di carico che scarica il materiale all’interno della tramoggia di carico. Il materiale viene quindi triturato da un trituratore bialbero o quadrialbero con potenze variabili a richiesta. Il materiale esce dal trituratore con una pezzatura di circa 30 mm e può attraversare ulteriori fasi di triturazione e separazione;
  4. selezione dei materiali: il materiale triturato viene estratto da un nastro posto in corrispondenza di un separatore magnetico che effettua la separazione del materiale ferroso, scaricandolo sul lato della macchina, dove può essere predisposto un contenitore. Il materiale di risulta passa poi in una macchina che, attraverso correnti indotte, separa i metalli non ferrosi scaricandoli in un altro punto. Inoltre, è presente un impianto per l’aspirazione di polveri che potrebbero inquinare il materiale separato.

I sistemi di triturazione possono variare a seconda della tipologia di RAEE trattato: in particolare, per i frigoriferi e i congelatori il processo di triturazione avviene in atmosfere controllate, in modo tale da non disperdere nell’ambiente gas ozono lesivi; per tutti gli altri RAEE, invece, l’assenza di tali gas permette di effettuare il trattamento in ambienti non ermetici.

Cesoie Rotanti – CR2A850

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La divisione riciclaggio di Camec

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Impatto ambientale del trattamento e normative

Il D.Lgs. stabilisce alcuni adempimenti a capo delle aziende autorizzate al trattamento dei RAEE. Tra questi, il più importante è la comunicazione annuale, attraverso il MUD – Modello Unico di Dichiarazione ambientale – dei dati relativi alla quantità di RAEE trattata. Gli impianti di trattamento dovranno iscriversi a un apposito elenco tenuto dal Centro di coordinamento e comunicare al Centro le quantità di RAEE trattate entro il 30 aprile di ogni anno.

L’Accordo di Programma sul Trattamento dei RAEE, firmato a livello nazionale dal Centro di Coordinamento RAEE e ASSORAEE, ASSORECUPERI e ASSOFERMET, assicura adeguati e omogenei livelli di trattamento e qualifiche aziendali a cui devono sottendere tutti gli enti del settore trattamento RAEE.

L’intero processo di trattamento RAEE garantisce il recupero dei materiale fino al 90% circa dell’intero prodotto. Tuttavia, vi sono materiali che non sono riciclabili e vengono destinati alla termovalorizzazione o allo smaltimento in discarica: tra questi, il poliuretano – impiegato come isolante di frigoriferi e congelatori – risulta il più rilevante in termini di quantità, costituendo infatti l’80% delle parti non riciclabili in un frigorifero.

“Il concetto alla base, che misura la performance ambientale degli impianti di trattamento, è appunto quello di limitare al minimo l’utilizzo, da parte dei produttori di AEE, di materiali non riciclabili, aumentando così la percentuale di nuovo impiego dopo il trattamento.” 

Il CDC RAEE, ovvero il Centro di Coordinamento RAEE, rappresenta il punto di riferimento per tutti i soggetti coinvolti nella filiera dei RAEE, dal produttore fino all’azienda di trattamento. Supervisionato dal Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare e dal Ministero dello Sviluppo Economico, è gestito e governato dai Sistemi Collettivi ed opera con il fine ultimo di:

  • garantire il ritiro dai centri di conferimento di rifiuti;
  • incrementare la raccolta di questa tipologia di rifiuti da parte dei Comuni italiani;
  • conseguire i nuovi obiettivi di raccolta europei a salvaguardia, tutela e miglioramento della qualità dell’ambiente e della salute umana.

La sfida finale per la filiera dei RAEE è quella di raggiungere un sempre più alto tasso di ritorno e di riciclo dei materiale, puntando all’impatto ambientale zero. Il Centro di Coordinamento è da sempre attivo e impegnato nella sensibilizzazione della popolazione italiana, ancora poco ricettiva sulla tematica RAEE. A tal proposito, in collaborazione con alcuni dei più famosi DJ italiani delle principali emittenti radiofoniche, il CDC RAEE ha lanciato una campagna informativa su questo particolare tipologia di rifiuto: il soggetto dello spot è il cosiddetto Decreto “uno contro uno”, che prevede il ritiro gratuito del vecchio apparecchio AEE in occasione dell’acquisto di uno nuovo, pratica in vigore dal 2010 ma spesso ignorata dal consumatore finale.

Smaltire e riciclare correttamente i RAEE porta benefici all’ambiente, riducendo i rischi di inquinamento e per la salute umana, limitando lo spreco di materiali fondamentali per i processi produttivi di varie industrie.

Come scegliere un impianto per lo smaltimento dei RAEE?

La scelta dei macchinari per lo smaltimento dei RAEE deve tener conto essenzialmente di 3 fattori:

  1. tipologia di RAEE da trattare: la classificazione R dei rifiuti detta la scelta dell’impianto da acquistare. I RAEE R1 (27% del totale) sono trattati in modo particolare, in quanto l’impianto deve prevedere il contenimento dei gas nocivi contenuti al loro interno, mentre gli R2 (33%), R3 (19%) ed R4 (20%) possono essere trattati contemporaneamente; infine, gli R5 (appena 1%) vanno bonificati, estraendo i materiali tossici al loro interno, come mercurio e piombo;
  2. quantità di RAEE da trattare: è determinante per la scelta dell’impianto. La capacità di trattamento, espressa in kg/h, è indicata all’interno delle schede tecniche dei vari macchinari che compongono l’impianto;
  3. costi di acquisto e manutenzione: la maggior parte dei produttori di impianti per il trattamento di RAEE offrono soluzioni chiavi in mano, con prezzi chiari e modulabili. In alternativa, è possibile richiedere dei preventivi personalizzati in base alle specifiche esigenze, ottenendo uno studio di fattibilità, progettazione, produzione e montaggio, collaudo, spedizione e installazione. Da non sottovalutare i costi di manutenzione per l’efficientamento continuo dell’impianto, in particolare per il mantenimento della resa delle lame di triturazione.
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La divisione riciclaggio di Camec

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